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Lo schema del coraggio !

L’appartenere ad una categoria, nel mio caso quella dei giornalisti, non mi impedisce di considerare più o meno bravi i colleghi, più o meno ruffiani o servi del potere o leccaculo altri . Credo che la libera scelta sia un qualcosa che appartiene a tutti coloro che vivono in un sistema democratico ma evidentemente non è così per tutti i giornalisti.

Quando ancora il Trapani Calcio militava in serie B e mi riferisco al 2019, ebbi l’ardire di criticare il collega Francesco Rinaudo (trapanese residente nel Veneto come me) per la sua difesa ad oltranza di quello che era allora l’allenatore della squadra granata. Rinaudo, meglio specificare Francesco perché suo fratello Nicola è esattamente il suo opposto, sia fisicamente che giornalisticamente, aveva tutto il diritto di considerare Baldini il miglior mister al mondo, così come il sottoscritto riteneva esattamente il contrario.

I fatti mi diedero purtroppo ragione perché Baldini venne esonerato e solo per problemi societari e non legati all’allenatore, mister Castori non riuscì a salvare il Trapani dalla retrocessione. Sinceramente non so se F.Rinaudo abbia fatto  il ”mea culpa” per la sua difesa da “moschettiere del re” di Baldini anche perché io sono un giornalista indipendente che scrive nel suo blog quando ne ha voglia ed ho poco seguito, mentre F.Rinaudo è un giornalista ascoltato dai trapanesi per le sue radiocronache e per le interviste alle varie emittenti trapanesi, quindi una voce autorevole nel panorama sportivo trapanese.

Non vi sarebbe stato nulla di male, uno scambio di idee diverse (avvenute su FB) ci sta ed è il segno del dialogo civile e del confronto, Quello che non ci sta è scoprire un anno dopo, in maniera del tutto casuale,  come nell’ ottobre 2019 F.Rinaudo mi citò in un suo commento pubblico postando il mio nome e le sue considerazioni su di me in vari gruppi social nei quali non ero iscritto , senza informarmi e senza darmi alcuna possibilità di replicare. In quel periodo ero fuori dal social FB e non potevo in alcun modo esser a conoscenza del fatto, un po’ di etica e direi anche di amicizia, avrebbe voluto che lo stesso F.Rinaudo mi informasse del suo commento non solo in quei giorni ma almeno quando c’incontrammo a Venezia per una partita del Trapani….

Secondo F.Rinaudo”…in alcuni tifosi, a proposito del Trapani, si è andata radicando la convinzione che tutte le volte che un giornalista parla bene della squadra o del suo allenatore, mettendo in evidenza le cose che in un dato momento hanno funzionato, costui sia un “allineato” filo societario o un “leccaculo”, come al mio amico Beppino Tartaro piace dire, a proposito della categoria dei giornalisti trapanesi, della quale però anche lui fa parte, essendo giornalista trapanese egli stesso. All’opposto, sarebbero dei giornalisti “liberi o indipendenti dal potere” tutti quelli che invece hanno sempre un motivo per criticare, per non essere mai soddisfatti, pur di fronte ad una buona prestazione magari associata ad una vittoria, quasi che sinonimo di indipendenza sia l’essere “contro” a prescindere.

Proviamo ad analizzare questo estratto del commento di F.Rinaudo. Partiamo dalla seconda parte dove il fedele giornalista non accetta che vi possano essere giornalisti liberi o indipendenti e per lui evidentemente coloro che definivano come vergognose e scandalose quelle partite del Trapani non erano giornalisti liberi e a questo punto neppure tifosi liberi!

Ma è la prima parte del suo commento che è preoccupante e cioè che non avrei avuto alcun diritto di criticare i giornalisti trapanesi essendo anch’io un giornalista.

In pratica è la stessa democrazia di Mussolini o di Erdogan !

Evidentemente F.Rinaudo non è avvezzo alle critiche. E’ un esperto di tattiche e schemi e spesso mi sorge il dubbio che Arrigo Sacchi lo consulti prima dei suoi commenti. Questa prerogativa gli fa forse credere che ciò che afferma lui è legge e come pone le domande lui non le sa porre nessuno. Forse in F.Rinaudo c’è il tentativo di poter essere considerato uno storico del giornalismo sportivo trapanese ma di Franco Auci non ne abbiamo più e di Nicola suo fratello ed Enzo Biondo ricordiamo i meravigliosi programmi e gli approfondimenti calcistici. Non avercela a male F.Rinaudo, ma di storia del Trapani Calcio ne possono parlare a Trapani solo tuo fratello ed Enzo Biondo, tu occupati degli schemi o del calcio a Rovigo !

Sfugge a F.Rinaudo che l’appartenere ad una categoria non vuol dire esserne servi anche perché i 120 euro l’anno di iscrizione li pago come tutti e ciò mi autorizza anche ad esser libero di considerare chi è  giornalista o giornalaio o leccaculo. Paghiamo tutti la stessa quota!

Proprio in questi giorni, con le elezioni presidenziali statunitensi abbiamo avuto modo di apprezzare l’indipendenza giornalistica di due colleghi americani : Shepard Smith  della CNBC e Brian Williams della MSNBC che hanno interrotto lo sproloquio dell’ex presidente Trump affermando che stava dicendo il falso.  Vedi, caro F.Rinaudo, quelli sono giornalisti ai quali dovremmo ispirarci anche per scrivere un articolo sulla pesca di triglie ! E se non vogliamo andare lontano e varcare l’Oceano, basta rivedere l’ intervento della collega trapanese Ornella Fulco che in diretta televisiva nazionale ( non su radio locali ) non solo ha illustrato benissimo le modalità del triste infanticidio dei giorni scorsi nella nostra città d’origine ma ha aggiunto di suo un commento importante: al sud c’è ancora una sacca culturale che, nello specifico del caso in questione, va assolutamente superata.

Il giornalista, caro F.Rinaudo che vanti più anni di tessera dell’ Ordine rispetto al sottoscritto e sicuramente mai denunciato per qualche tuo articolo ( cu t’avisse a denunciare ? ) non deve solo riportare i fatti. Quello si chiama cronista. Noi abbiamo il dovere di informare mettendoci la faccia, esprimere ciò in cui crediamo, ascoltando la gente e cercando di prender sempre le distanze da chi vuole che l’informazione vada bene a tutti e cioè quel tipo di notizia che dice tutto per non dire niente.

Ti ho ascoltato quando a Trapani eri al Comune in occasione della conferenza stampa di Petroni al Palazzo Comunale. Hai posto una domanda soft come se quel signore fosse l’uomo più amato dai tifosi trapanesi. Provo ad immaginarti al posto dei giornalisti statunitensi, avresti lasciato dire a Trump tutte le corbellerie possibili perché tu sei un signore e sicuramente lo sei, solo che hai forse dimenticato ( repetita juvant ) quando nell’ottobre 2019 mi hai citato senza darmi la possibilità di replica. Signori si nasce, rispettosi delle idee altrui e del confronto pure e tutto ciò prima ancora d’esser giornalisti !

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