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Che vincano i migliori o…i meno peggio !

Da trapanese-veronese posso confrontare le due campagne elettorali che nelle prossime consultazioni elettorali daranno il volto dei nuovi sindaci delle mie due città.

A Verona si tratterà di eleggere un cittadino che dovrà non far rimpiangere il Tosi, eletto senza ballottaggio in ambedue i mandati. L’ex leghista, sfruttando la sua popolarità, il suo amore per la curva sud dell’Hellas, il suo anticonformismo ( ha indossato la cravatta solo per la visita dell’allora Presidente Napolitano ) è stato un simbolo della Verona  forzista-padana quando Berlusconi regnava e la Lega sognava l’indipendenza ! Nel suo secondo mandato, cambiato il quadro politico, Tosi ha perso parecchio dell’amore dei veronesi ed estromesso(si) dal movimento leghista ha cerato una nuova identità politica.

Verona, città notoriamente di destra con notevoli influenze cattoliche, come in tutto il bianco Veneto, dovrebbe avere un primo cittadino al termine di un ballottaggio tra ex tosiani o amici dell’ex primo cittadino. Difficilmente la sinistra o il PD , che sinistra non è , potranno far qualcosa di rilevante. Permane l’incognita del Movimento 5 Stelle che in tutta Italia sembra ben accreditato ma la cui affidabilità dovrà essere sancita dal voto degli elettori. Tutto sommato, quella veronese, è stata una campagna elettorale all’insegna del rispetto, dei confronti televisivi e chiunque sarà eletto continuerà a governare bene la città  di Giulietta dato che in riva all’ Adige esiste comunque una cultura sociale assolutamente positiva. Personalmente voterò come sempre e cioè non a destra e neppure al centro !

All’opposto di Verona c’è Trapani,  un opposto non solo geografico ma più che mai evidente in questa campagna elettorale . A chi toccherà prendere il posto di Damiano ?

A contendersi l’ambita poltrona sembravano , sino a un mese fa o giù di lì, principalmente due  prodotti della società trapanese: Mimmo Fazio e Antonino D’Alì; un tempo alleati sotto Forza Italia ed entrambi  sponsor del sindaco Damiano e poi…in aperto contrasto tra loro, se non di più !

Due pezzi da novanta per un esito finale che sembrava davvero incerto . Il senatore D’ Alì, trapanese d.o.c. , un uomo pacato con un elettorato fedele da tempo, borghese e anche di più, legato al mondo della processione dei Misteri della quale ne fa parte da tempo con discrezione. Il classico uomo simbolo della Trapani legata al terziario, soprattutto al mondo bancario che nella città delle fiction, è sinonimo di voti.

Dall’altra il focoso avvocato Fazio, industriale del settore vinicolo, originario della frazione di Fulgatore, due volte primo cittadino e tra i più amati sindaci d’Italia. Divenuto un icona per i trapanesi per le sue ispezioni in biciletta ai cantieri della Louis Vuitton Cup’s . Un sindaco popolare, aggressivo al punto giusto e apprezzato dai tifosi della squadra di calcio cittadino per aver portato la famiglia Morace alla guida del Trapani.

Un duello che sembrava davvero incerto mentre gli esponenti degli altri schieramenti, dalla lista civica di Marascia al renziano Savona, al pentastellato Maltese sembravano distanti, anche qui con l’incognita del voto ai grillini .

Ma ecco venire fuori vicende giudiziarie che coinvolgono prima D’Alì e poi, in maniera più eclatante Fazio ! Sull’ex sindaco , autore di un’autogol in occasione del giro di campo dietro Morace alla vigilia dell’ ultima partita in casa della squadra granata, si abbatte la scure delle indagini giudiziarie . Sino a qualche giorno prima, l’avvocato di Fulgatore aveva replicato , a suo modo, alle accuse mossegli per quel giro di campo . Una replica colorita, aggressiva al punto giusto ma che anziché sortire l’effetto sperato sembrava avesse spinto ancora più in rete la palla di quell’autogol. Poi la storia giudiziaria, uno tsunami politico che , sembra, ha  indirettamente colpito anche il trapanese Valenti , prefetto di Brescia, con il quale Fazio aveva visto nella tribuna del Rigamonti  l’ ultima partita del Trapani in serie B ! .

Ecco allora che , fatti fuori i due uomini simbolo di Trapani, la strada per gli altri sembrava spianata se non in discesa. Una strada che nelle ultime ore si è però colorita di inesperienza quando il candidato del PD, Piero Savona, ha seccamente replicato alle affermazioni di un giornalista trapanese che ha lasciato intravedere possibili scenari di apparentamento tra il PD e D’Alì in caso di ballottaggio. Un patto, secondo le dettagliate  informazioni narrate dal giornalista, che  sarebbe stato deciso a livello regionale , forse all‘ insaputa dello stesso candidato trapanese. Ed ecco che , quando i fatti vanno al di là del previsto o del prevedibile che vien fuori la politica, quella con la P maiuscola, l’esperienza, l’arguzia e la lungimiranza. Qualità che, purtroppo e si tratta di una valutazione assolutamente personale, il PD trapanese non ritengo possieda. Forse mi sbaglierò ma è ciò che ho colto nelle ultime ore ! Anziché sfruttare  l’occasione per stigmatizzare l’eventuale patto con i forzisti, alcuni esponenti del PD, in perfetto stile renziano, hanno pensato bene di attaccare il giornalista, seguendo in pratica lo stesso stile errato del Cavaliere che alle accuse replicava non con il più opportuno silenzio che spesso e in politica è il più saggio consigliere  ma citando congiure, giochi e …daje all’untore !

E in questa caduta di stile a guadagnarci potrebbero essere gli altri dei movimenti cittadini, i 5 Stelle di Maltese e la lista che supporta  Marascia ( Movimento Città dell’Uomo) .

Oppure ed è lì l’enigma, potrebbe avvantaggiarsi quel cavallo di razza della politica trapanese, quel  senatore Antonino D’Alì che alle accuse nei suoi confronti ha sempre replicato con stile, eleganza e sobrietà, non attaccando i giornalisti, non denunciandoli con facilità , atteggiamenti che, in una città delle tante insicurezze , potrebbero rendersi utili anche perché, sempre e comunque , saper fare il politico è fondamentale.

Se a Verona so per chi votare, a Trapani non saprei proprio ! Non votando a destra ma ciò non mi impedisce di riconoscere le qualità politiche di D’Alì ( escludendo Fazio per i recenti fatti e non solo), avrei votato Savona  ma l’inesperienza , la recente scomposta reazione sua e dei suoi amici non mi avrebbe fatto apporre la X sul suo nome ed allora non resterebbero , per me, che quei due nomi che conosco poco .
Non sono un astensionista del voto che ritengo poco rispettoso della Repubblica Italiana antifascista, non voterei scheda bianca perché non fa parte della mia cultura politica ( c’è sempre il meno peggio da scegliere ) e mi baserei sui programmi ma non sulle fantasie che in questi giorni abbiamo letto a volontà .

 Che a Verona e a Trapani vincano i migliori o…i meno peggio !

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