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Revoluzione

Le rivoluzioni, i grandi cambiamenti, gli stravolgimenti non sono mai figli di un momento, di una reazione emotiva.  Traggono in genere lo spunto o il pretesto da un singolo evento ma quest’ultimo ha il classico volto della goccia nel vaso ormai colmo.

A livello sociologico e storico non tutti i popoli sono predisposti ai cambiamenti e alle rivoluzioni. Molti territori sono abitati da individui che si offrono volentieri al re di turno e poco importa se questi con il tempo può trasformarsi in dittatore, per loro sarà sempre il papà che hanno desiderato.

Il carattere di un popolo è il combinato-disposto della sua storia. Una terra dove varie etnie si sono mescolate alle indigene, dove vari conquistatori hanno lasciato il segno e spesso anche le tradizioni  ( la cucina è un classico esempio ) , difficilmente può tollerare un lungo periodo nel quale siano tutti ( la democrazia nel senso classico ) e non uno a dirigere .

L’assioma si può estendere alle singole realtà individuali che influenzano non poco le scelte politiche.

Popoli come il turco,  l’italiano o il cileno ( tre a caso ) hanno reazioni diverse al potere.

Gli eredi degli Ottomani ( chissà perché Osman è stato tradotto così bizzarramente ) non potrebbero avere un parlamento e un consenso pluralisticamente democratico. Dal Sultano ad Ataturk  ad Erdogan neo sultano ( intervallato da un bel po’ di dittature militari ), i turchi hanno bisogno del padre esattamente come noi italiani e ciò malgrado le storie e le religioni dei due popoli siano profondamente differenti.

Mussolini non salì da solo al potere, fu acclamato dal popolo che lo volle per un ventennio e solo gli orrori della guerra posero fine al suo regime mentre, nelle terre da Napoli in giù, dove non si è conosciuta la Resistenza,  l’uomo di Predappio è ancora invocato come un semidio, come colui che fece solo del bene ! Ma se al nord ed al centro si è vissuta la Resistenza, oggi anche in queste terre essa appartiene ai ricordi , alle foto ingiallite dei nonni in quel 25 aprile 1945, in quella Resistenza che fu donna grazie all’apporto di tante partigiane con un ruolo spesso oscuro ma vieppiù fondamentale.

Oggi l’ Italia sente il bisogno di un nuovo padre, protetta da quel nonno che pur avendo scorrazzato per vent’anni tra bunga-bunga e affari vari, è ancora il faro per tanti italiani che per il futuro si affideranno a un nuovo papà, più giovane…ma sempre papà e poi se costui ha tante donne… che importa , anzi che invidia ! E non inorridiscono le bigotte che scendono in piazza per protestare contro le aule scolastiche senza crocifissi perché …l’uomo è uomo, anche se tradisce !

Ben diversamente sono i cileni che hanno la libertà nel sangue. Hanno reagito da popolo e non da nazionalisti della bandiera, al regime di Pinochet e non hanno esitato a scendere in piazza anche adesso forse perché ai piedi delle Ande , protestare e catare “ El pueblo unido…” non è assimilabile ai mangiatori di bambini !

E passando dal pubblico, dal sociale transnazionale al privato, anche le nostre rivoluzioni quotidiane possono esser frutto di un carattere, di un’essenza che varia da individuo ad  individuo e che trae origine dal proprio DNA.

Non credo che le decisioni più importanti debbano esser pensate  per anni ed anni. Alle tempeste del dubbio di mazziniana memoria, preferisco le certezze del presente e ciò perché le emozioni che viviamo  non vanno sottoposte ad attente indagini ma comunicate subito e prima di tutto a noi stessi.

C’è sempre quel momento della tua vita dove ti accorgi di amare davvero perché sai perfettamente che non sei solo andato a letto !  Parimenti sai benissimo che quando ti si rompe quel gioco passionale che ti legava ad un contesto specifico, ciò vuol dire che son venute meno le tue emozioni, che sei cambiato perché è normale che ciò accada perché, il vero amore non è il legarsi ad una festa o ad uno sport  ma rispecchiarti negli occhi di chi ami  e soprattutto in quelli meravigliosi dei tuoi figli. E l’amore vero è vita !

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