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Maledetti blogger !

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Dopo il mio commento ” Le buone intenzioni…” , nel  sito e nella pagina FB della Separazione-Ceto degli Orefici,  è stato pubblicato un comunicato nel quale il ceto replica alle considerazioni di “ alcuni blogger “ . Non è specificato di quali blogger si tratti.  Quindi, oltre al mio commento, anche qualche altro blogger ha posto delle domande sulle iniziative del ceto. Sono in compagnia !

Un comunicato che farebbe inorridire un prof.di lettere ma che sinceramente preferisco , scritto così alla buona, con qualche erroruccio e senza inutili giri di parole o frasi estratte da chissà quale opera letteraria. Del resto stiamo parlando del ceto degli orefici e non del ceto dei procacciatori d’affari e neppure di presunti ingegneri !

Se fosse stato un legale a consigliare come redigere la precisazione, probabilmente avrebbe indicato a chi rivolgere le considerazioni, dato che scrivere senza indicare il destinatario e parlando di “ alcuni “  , non è proprio il massimo per una precisazione ma, ciascuno è libero di indirizzare le sue considerazioni a chi vuole,  anche all’ araba fenice !

Personalmente se ho da dire qualcosa a qualcuno vado sullo specifico e in questo caso non mi sono rivolto ad uno dei venti gruppi dei Misteri ma al primo, alla Separazione, quello  affidato agli orefici !

Reputo legittimo ciò che il ceto ha esposto. Una corretta disamina di cifre e dati sui quali ciascuno può liberamente  dedurre ciò che crede.

Analizziamo alcune parti della risposta o della delucidazione, come dichiarato dagli orefici. (In corsivo i pezzi tratti dal comunicato ).

 “…occorre precisare che la scelta di operare il restauro o la manutenzione (ordinaria e straordinaria) dei Sacri Gruppi spetta alla Sovrintendenza ai BB.CC. ed alle Maestranze affidatarie dei medesimi Gruppi scultorei. Di certo, non può negarsi che, generalmente, sono le Maestranze a valutare l’opportunità dei detti interventi” .
Fa piacere constatare che la scelta di intervenire spetti alla Sovrintendenza ai BB.CC. ma qualche parola dopo si legge che sono le Maestranze a valutare l’opportunità degli interventi . Scusate vivendo da lontano , forse ho perso la conoscenza dell’ “italiano correggiuto” ma, detto terra terra e  cioè  in parole povere:  chi decide l’intervento ?

Nel rigo seguente, gli orefici chiariscono che  “… la Maestranza, ha avuto modo di notare come, in particolare, una delle statue (quella di San Giovanni) avesse un sospetto movimento oscillatorio, così facendo sorgere il dubbio che la struttura portante della statua fosse danneggiata “. Prescindendo che le maestranze non esistono più da qualche secolo e qualche illustre ricercatore storico potrebbe informare di ciò gli orefici, si deduce che è stata quindi la categoria ( del cui capoconsole non riesco a trovare sul web l’indirizzo del negozio di oreficeria o similare ) a segnalare alla Sovrintendenza le problematiche e quest’ultima avrebbe valutato lo stato del gruppo, esprimendo il parere favorevole al restauro o intervento o chiamatelo come volete.  Sarà sicuramente così ma nella “ delucidazione “ del ceto non è esposto il parere della Sovrintendenza e se questa ha avallato l’ intervento. Ok , diamolo per scontato !

Gli orefici , se ho capito bene,  avrebbero o hanno segnalato alla Sovrintendenza che qualcosa non andava e precisamente il fatto che  la statua di San Giovanni era abbastanza ballerina ( movimento oscillatorio come nei terremoti e fortunatamente non sussultorio ) e hanno ritenuto che la struttura portante della statua fosse danneggiata. Inoltre , specificano gli orefici “ci si è accorti come gli ultimi interventi, di appena un quinquennio or sono, siano stati errati o poco sufficienti e, per questo, non hanno avuto la “tenuta” prevista, auspicata o desiderata.
Si evince quindi che l’intervento di cinque anni altro non è stato che una fregatura o comunque non ha risolto alcun problema e quindi se tanto mi da tanto, sono stati spesi soldi inutilmente, soldi anche dei trapanesi e non solo dei componenti il ceto! Non è colpa della categoria ma non esistono in tali casi modalità risarcitorie ? Ovviamente,  sarebbe corretto conoscere il parere di  chi ha effettuato il restauro, lasciandogli libertà di contraddire o meno quanto il ceto afferma. Quel che appare quindi dal comunicato è che o il restauratore dell’ ultimo intervento ha eseguito un pessimo o incompleto lavoro o qualcuno non ha saputo custodire bene ciò che era stato riparato. Il parere in ciò spetta non al sottoscritto e neppure agli orefici ma alla Sovrintendenza che avrà sicuramente capito cosa non è andato bene nel predetto ultimo intervento anche se la stessa, come custode dei beni artistici cittadini, non può soltanto avallare o meno un restauro ma dovrebbe spiegare sempre ai trapanesi che comunque hanno contributo, cosa non è andato bene di quell’ intervento e farci capire se e come è avvenuto il controllo o il collaudo del restauro da parte sua ! Confermare, cinque anni dopo, che il gruppo va restaurato è un “ pilatesco”… lavarsi le mani  “

Resta da capire cosa sarebbe la “ tenuta “ prevista auspicata o desiderata “. Se ristrutturo il bagno di casa , non prevedo , non auspico e neppure desidero che duri nel tempo. La ditta incaricata, dopo aver pagato con regolare fattura è tenuta a risarcirmi di eventuali danni verificatisi prima del termine della garanzia. Di ciò gli orefici non ne parlano ma forse per restaurare i Misteri si adoperano e si valutano altri criteri !

La vara, sostengono gli orefici,presenta una forte ossidazione, dovuta al tempo, all’umidità ed alla polvere, per cui necessita di un intervento di ripristino e messa a punto non più rinviabile “ . Il tempo è un qualcosa che logora tutti ( tranne alcuni consoli della processione ) ma a riparare il gruppo dall’ umidità e dalla polvere dovrebbe essere il ceto o i ceti se questo è un problema che riguarda tutti i gruppi , quindi anche l’Unione Maestranze !

Le spese da affrontare per un restauro od una manutenzione straordinaria sono notevoli.”
Da quel che affermano gli orefici,  non è chiaro se la somma di 15.000 euro che si vuole raccogliere abbia come fine il restauro o la manutenzione straordinaria. Scusate ma la  tipicità dell’ intervento dipende dai “ picciuli chi accugghite ? “( dai soldi raccolti ? ) .

Venendo, poi, alle lettere che alcune aziende del territorio trapanese hanno ricevuto, pur ben consapevoli che questo possa comportare l’ennesimo sacrificio per la città di Trapani, pur ben consapevoli che potrebbe corrersi il rischio di ricevere le elargizioni sempre dalle stesse persone, siamo certi che i Sacri Gruppi dei Misteri, benché affidati alle Maestranze, siano essenzialmente dell’intera collettività che dovrebbe sentirli come un motivo di prestigio e grande orgoglio e non puramente un peso da sopportare”.
Giustissimo, ma se oggi la città di Trapani e il numero di coloro che si disaffezionano alla processione aumenta, forse voi maestranze ( non mi riferisco ovviamente solo agli orefici ) dovreste far qualche ragionamento. A fronte di continue richieste economiche, non si vede alcun miglioramento nella processione e ad aumentare sono solo i bambini in processione, i cori ( camurria ),  i cordoni gialli e le pale da pizzeria !

L’ausilio chiesto alla cittadinanza, del resto, non è obbligatorio e non è funzionale a coprire interamente i costi necessari. Le Maestranze, infatti, non hanno mai temuto di infilare le mani in tasca per sostenere i costi relativi alla gestione ordinaria e straordinaria dei Gruppi Sacri e delle associazioni che li gestiscono.”
E ci mancherebbe altro se fosse obbligatorio. Abbiamo già abbastanza tasse ! Costituitevi in Onlus e riceverete le offerte in modo chiaro e senza alcuna pressione!

Segue nel comunicato degli orefici una dettagliata esposizione di come è composta l’associazione ( non il gruppo che si scrive in minuscolo e per esso si intendono esclusivamente le tre statue inanimate e non i vari collaboratori, consoli, soci e compagnia bella ) e su come vengono affrontate le spese di gestione.

Il comunicato si addentra poi sulle opere di solidarietà , alcune delle quali avrebbero incontrato l’ostacolo della Pubblica Amministrazione.
Non è chiaro dove, come e perchè la P.A.  abbia ostacolato queste meritevoli azioni benefiche. Sarebbe stato meglio che nel comunicato fossero state indicate quali iniziative sono state bloccate dalla “ cosa pubblica “ , detto così  , come indicato nel comunicato, può voler dire tutto e l’opposto di tutto ma….

“…. con l’ausilio del Nostro ufficio Legale, dell’ufficio di presidenza e dei collaboratori, stiamo cercando di superare, perché si dia finalmente concretezza all’opera che ci siamo prefissati.”

“ Perdincibacco ! “ o “ Per mille barili di rhum ! “ Vada per l’ufficio di presidenza ma addirittura un Ufficio Legale ( chissà perché il pronome “ nostro “ è stato riportato in maiuscolo ! ).

Un Ufficio Legale richiede la presenza di un avvocato ( non un semplice laureato in giurisprudenza ma un abilitato alla professione forense ) e almeno una segretaria. Chi paga costoro ? Sicuramente saranno un avvocato e una dipendente che , in qualità di devoti,  gratuitamente offrono la propria collaborazione ma anche questo andava specificato. Come trapanese che verso i contributi a Spartenza non so quanto sarei felice nell’apprendere che la mia offerta vada in spese legali. E poi, pensandoci bene spese legali di che e di cosa ?  Stiamo parlando di un’associazione che cura un gruppo della processione dei Misteri , non di un qualcosa che vada al di là del semplice volontariato e poi, un termine del genere, stona con i fini religiosi e caritatevoli  ai quali si ispira l’associazione.

Il comunicato prosegue rivolgendosi direttamente al blogger anonimo,  elencando le donazioni effettuate dal ceto che avrebbero condotto ad un saldo negativo di euro 250,00 ripianato dagli stessi collaboratori e consoli.

Ed ecco il gran finale!

Infine, non possiamo che dissentire dall’invito ad esporre in bella vista i bilanci della Nostra Associazione, se non altro per l’irritualità della richiesta. Del resto, saremmo lieti che il blog in questione ci dica di quali altre associazioni o realtà societarie sono noti i bilanci.

Se fossi il blogger anonimo replicherei che  la richiesta di esporre i bilanci non è stata rivolta ad altri ceti per il semplice fatto che i restanti diciannove o ventuno ( con o senza le Madonne ) non si prodigano così tanto come fanno gli orefici  con iniziative e donazioni o progetti ; non lanciano raccolte “ on line “, non mi pare abbiano uffici legali . Se poi qualcuno ( immagino l’anonimo blogger ) mi chiede qualcosa non nascondo il sasso nella mano invocando “ perché solo io e non i miei compagni di classe ? “

Sul punto, però, il Nostro ufficio di presidenza non ha remora alcuna nel mostrare, a quanti abbiano interesse ad avere luce, più da vicino, sui risultati delle nostre raccolte fondi, a patto, però, che dimostrino di essere od essere stati contribuenti degli stessi “ 

Questo è uno dei passi più belli. Prima si chiedono perché  anche agli altri  compagni di scuola non chiedono di vedere i compiti e poi si dichiarano disposti a mostrali ma soltanto a chi ha versato loro qualcosa, esattamente come si puo’ fare con il proprio amministratore di condominio ! Signori orefici e affini, se per voi è corretto esporre i vostri rendiconto economici solo ai benefattori, rivolgetevi solo a loro per i contributi dei vari  interventi di restauro . Come ho scritto qualche giorno fa a proposito del comunicato dei massari, anche qui la riparazione del danno è peggiore del danno stesso !

Il comunicato termina con una lezione di etica e morale che si rivolge a chi avrebbe deriso le attività del ceto.

In conclusione, si badi a deridere le attività solidaristiche, poiché sono frutto di un grande amore verso il prossimo, spesso fatto in silenzio, realizzato da chi ha scelto la via della coerenza, volendo così fare in modo che vi possa essere piena aderenza tra la profonda passione nutrita nei confronti di una manifestazione religiosa e le opere compiute nel quotidiano, nell’ordinario e fuori dai riflettori.”

Non mi pare che l’anonimo blogger abbia mai deriso il ceto o il gruppo o le attività filantropiche degli orefici en neppure messo in dubbio l’amore verso il prossimo.  Mi sembra di capire che questo blogger peccatore  ha esposto i suoi legittimi  dubbi a fronte di continue iniziative e conseguenti richieste economiche alla cittadinanza e vi assicuro che non è solo lui a porsi queste domande.

Nessuno vi vieta, signori orefici o similari o comunque facenti parte del ceto,  di donare ciò che volete. Senza alcuna ipocrisia, affermo che siete degni di lode in ciò ma fatelo in silenzio solo se ne avete la disponibilità e non piangete su ciò che non riuscite a fare se economicamente non avete i fondi. Anch’io vorrei donare un ospedale ai bimbi malòati dell’ Africa ma non ho le capacità economiche e non per questo le cerco e le chiedo a tutti o creo raccolte “ on line “.

Che le vostre iniziative siano fatte fuori dai riflettori sarebbe auspicabile ma dovreste uscire dai vari social , perché pubblicare e reclamizzare ciò che di bello avete fatto va proprio in direzione contraria non alla mia idea di donare in silenzio ma a ciò che disse tanti anni uno di quei personaggi raffigurati nelle statue del vostro gruppo. Quello in mezzo tra Maria e Giovanni , un certo Gesù di Nazareth !

Se davvero  come non ho dubbi, il gruppo necessità di interventi, cominciate sin da adesso a porvi come primo e unico obbiettivo il restauro e se ciò vi costerà andare in processione senza banda musicale e senza costosi addobbi floreali,  lasciatelo così com’è, bello e meraviglioso nella sua ieratica semplicità.

Colgo l’occasione per ricordare il compianto capoconsole del ceto degli Orefici, Saverio D’Angelo, un orefice vero e non tale solo perché ebbe una partita IVA , apprezzato e conosciuto in città  un orefice che dava il suo amore al gruppo senza utilizzare i social e indossare i collari !

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