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Il cedro…misterioso

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Tra gruppi che salgono e scendono come  Wall Street e tra cultori della storia del nulla, ci si avvicina alla tanto attesa settimana santa trapanese e ciò,  malgrado la spietata concorrenza del Festival di Sanremo.

Come al solito gli addetti ai lavori stanno scaldando i motori ed anche i giornali , pochi ma quelli sono, cominciano a trovare argomenti per riempire le pagine. Del resto, esautorata la storia che sa di stantio, i giornalisti che si occupano della processione non possono che attingere alla realtà.

Come sappiamo o dovremmo sapere, i sacri gruppi della processione dei Misteri sono per la quasi totalità ispirati a episodi evangelici. Fa eccezione il primo “mistere”. La Separazione ( trapanesamente A’ Spartenza ) , un gruppo al quale siamo tutti legati per  la rappresentativa bellezza il cui valore simbolico supera il fatto che in nessun testo si parla di uno specifico momento nel quale Gesù prende commiato da Maria e da Giovanni. Ciò, tuttavia,  non toglie nulla ad uno dei più espressivi gruppi della processione.

A quanto pare, però, pare che nella prossima processione con tanto di antipasto della prima scinnuta, i trapanesi potranno ammirare un nuovo gruppo . Anche in questo caso, non si tratta di un episodio citato nei vangeli, sia in quelli canonici che nei cosiddetti apocrifi.

In nessun testo, infatti, si legge che Gesù sia mai inciampato in un albero o che vi sia caduto nei pressi. Eppure, da quel che abbiamo letto nell’articolo pubblicato il 07.02.2018 sul Giornale di Sicilia, apprendiamo che la Società di Mutuo Soccorso degli Onesti Marinai da sempre non cura quel gruppo opera di Francesco Nolfo che credevamo rappresentasse la caduta di Gesù, subito dopo l’arresto nei pressi del torrente Cedron , cioè il piccolo corso d’acqua (Qidron in aramaico vuol dire oscuro) collocato ad est di Gerusalemme, lungo la valle che separa la città sacra dal monte degli Ulivi, bensì, udite udite popolo,  il gruppo raffigurante la caduta di Cristo nei pressi di un cedro, di un agrume.

Saranno sicuramente gli storici, soprattutto quelli ben intrufolatisi nell’ambiente dei Misteri, a svelarci i motivi per i quali il Salvatore cadde in questa valle di agrumi e come mai proprio nei pressi di un profumatissimo cedro.

Potrebbe trattarsi di un refuso giornalistico dato che non crediamo in alcun modo che la collega Rosi Orlando , autrice dell’articolo ed esperta di storia dei Misteri possa esser inciampata…sul cedro . Nelle sue telecronache, malgrado l’evidente ed inevitabile accento palermitano,  ci ha sempre deliziato di interessanti particolari e di storie sconosciute sulla processione.

Attendiamo impazienti la prossima sagra dei Misteri per scoprire questo nuovo gruppo, perfettamente inserito nell’ambiente culturale della processione e della “ fratellanza “ tra ceti .

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum 

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