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La finestra più che il balcone

Non faccio parte di quella sfera di intellettualoidi che demonizzano i social e tutto ciò che oggi fa parte del concetto di comunicazione.  Sarebbe come pretendere di esser nel 2017 ( quasi 2018 )e scrivere un articolo con la penna e il calamaio !

I cosiddetti social esistono come naturale evoluzione del linguaggio ,così come le autovetture non sono più quelle dove il clacson era un trombetta all’esterno.

Ovviamente, così come si è liberi di non acquistare un’ auto superaccessoriata o di non dotarsi dell’ I-Phone, credo che difendere un’ideale spacciandolo come moralmente ed eticamente giusto rispetto all’attuale sia soltanto segno di un’incapacità di adattarsi ai tempi.

Da qualche mese ho abbandonato Facebook sia con il mio profilo personale che con quello della “ Za Cuncittina “. E’ è rimasta in essere solo la mia pagina , diciamo così giornalistica, che utilizzo per far conoscere qualche mio commento o le mie foto .

Non critico in alcun modo chi si trova bene su FB, ci mancherebbe ! Personalmente ho compiuto una scelta dettata dalla consapevolezza del mio carattere . Se fossi il tipo che legge soltanto  non avrei avuto alcun problema nel restare ma dato che so come sono fatto e non ho nel mio DNA il proselitismo o la conversione di massa, se mi assale l’insana voglia di leggere “ certe cose “ , mi basta cercarle su “ google ” ed almeno evito che queste invadano la mia bacheca. Ciò vale anche per il calcio e soprattutto per quel che riguarda Trapani, una città che, non solo sportivamente, vive una realtà tutta sua della quale non ho mai fatto parte neppure quando vi risiedevo !

Twitter non mi è mai stato simpatico, per i miei gusti è troppo intellettuale. Preferisco Instagram dove di tanto in tanto pubblico qualche foto e dove in genere le ciurme dei cibernauti da tastiera stanno distanti , forse perché è meno immediato di FB o perché è ormai anch’esso “ vintage “ tanto che i giovanissimi  non amano più il social di Zuckerberg e gli preferiscono Instagram.

Dopo questi mesi di distacco da FB posso dire che mai scelta fu più azzeccata e rimpiango di non averla posta in essere definitivamente prima (  ero già uscito dal social in passato, salvo poi tornare e ricascarci ).

Il tempo che mi assorbiva Facebook è oggi dedicato a me stesso, alle mie letture, alle mie passioni, alle serie o ai film storici e perché no, e non è certo di minore importanza, anche alla mia famiglia.

Considero FB un buon mezzo per comunicare, come una finestra sul mondo.

Una finestra ma non un balcone. Dalla finestra ti affacci, osservi , saluti e poi rientri a casa;   in un balcone, invece, ti porti la sedia, magari da mangiare e bere , vi passi ore e ore e il passaggio ai pettegolezzi e alle liti è conseguente.

Un buon libro, un buon film e quando ne hai voglia, apri la finestra per vedere chi passa .

Gli amici, quelli veri, sai dove e quando trovarli !

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