Capitano, mio capitano !

Il Ceto dei Naviganti della processione dei Misteri di Trapani ha partecipato in questi giorni ad alcune processioni della che si sono tenute a Malaga e a Siviglia.

Premetto di considerare i naviganti come uno dei ceti che più rispetta la tradizione della processione dei Misteri, un ceto che si è sempre contraddistinto per la serietà degli addobbi, per l’assenza di panze parate, compostezza dei processionanti e dei portatori; se tutti i ceti fossimo come i  naviganti avremmo una processione ben diversa !

Tuttavia , è doveroso da parte mia sottolineare due aspetti.

Il primo è quello che questi positivi contatti tra Malaga, Siviglia e Trapani sono avvenuti non grazie ad una scoperta del ceto ma soltanto grazie a  www.processionemisteritp.it . Tramite quelle pagine si stabilirono i primi contatti con le due città andaluse, uniche nel patrimonio processionale iberico a condurre in processione un “ paso” ispirato al Cedron. Con tutto l’affetto e il rispetto per stendardi, medaglie, cordoni, statuti, ciaccole e bastoni decorati, senza quel sito, oggi, gli amici naviganti trapanesi non sfilerebbero in processione in Spagna ! Ci mancherebbe, ne sono contento perché è comunque un ottimo biglietto da vista per la nostra Trapani ma ricordare non fa mai male ! Se fosse stato per l’ Unione Maestranze e per la sua “ cultura”, al massimo vi sarebbe stato un gemellaggio con Ronciglio !

La seconda riflessione è per il capitano Francesco Bosco, uno dei padri fondatori dell’Unione delle  Maestranze nel lontano 1973 ( Presidente della stessa dal 1974 al 1976 ) e volto rappresentativo dei Naviganti. . Con il capitano Bosco abbiamo un personale reciproco rapporto di rispetto, se non fosse altro per alcuni lontani  parenti  in comune. Franco Bosco è uno dei volti più caratteristici e storici della processione e mi congratulo nel vederlo in splendida forma  in Spagna. Tuttavia , caro capitano, mi permetta provare un po’ di rabbia, o forse è meglio dire delusione, o forse entrambe, nel vederla immortalato accanto ai confrati incappucciati !

Per chi è giovane e tante cose non le sa, è doveroso ricordare che tra il capitano Bosco e l’avvocato Mario Serraino, allora governatore della Confraternita di San Michele Arcangelo, i rapporti non furono certo idilliaci. Entrambi di carattere tenace, appartenevano a due diverse corrente politiche ( socialista Bosco, democristiano Serraino ) ma è risaputo che la loro rivalità fu aspra in quegli anni settanta-ottanta.

Bosco fu uno dei principali oppositori della Confraternita , ritengo più per contraddizione all’avvocato che all’ istituzione stessa ma non è difficile immaginare che quando il signor Francesco Miccichè la congelò, Bosco non cadde certo in crisi depressiva. Tutto sommato quelle maestranze che Serraino aveva avversato come esponente della confraternita avevano alla fine avuto il sopravvento !

Oggi, caro capitano Francesco Bosco, vederlo fotografato con i confrati mi  rattrista, immaginando che quella stessa foto avrebbe potuto farsela scattare con i nostri incappucciati, con la nostre origini, con la nostra tradizione.

Peccato constatare che i personalismi hanno prevalso sulla storia !

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